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IL CORTILE


LA STORIA NEI LIBRI


LA RIVISTA


LE POESIE DI : MARTINO VITALI

CONFIDENZE A CHI LEGGE

Da tempo, nel mio Piccolo Mondo, in appartato silenzio, sentivo il desiderio di raccontare in unico volume buona parte delle mie creazioni poetiche, sparse in varie sillogi (ormai esaurite) uscite nell'arco di un trentennio, stampate all'insegna di una meditata economia familiare, senza ausilio di ricercati favori, senza clamori di pubblicità.
L'avvenuto trascorso di quasi quattro lustri dalla comparsa in pubblico della mia prima raccolta - IL CUORE ALLA FINESTRA - all'ultima - BIANCONERO DEI GIORNI E TRASVOLI - , rivela inevitabilmente una progressiva mutazione di eloquio e di stile, seppure emerga durevole, a me quasi congenita,  la metrica cosiddetta "tradizionale " .

Posso dire, in umiltà di non aver mai voluto inseguire sperimentalismi di moda, impegni do rotture e di novomanie, e nemmeno cercato di intrufolarmi in più o meno organizzate, faziose e vigilate correnti. Ritengo di essere stato, e di essere rimasto, un fedele innamorato di una limpida e schietta Poesia, che potesse venire accolta e sentita dal pubblico lettore.
Felice soltanto di sentirmi in stretta comunione con la natura (ancora verginale e sincera negli anni di adolescenza e di gioventù) e con le creature sensibili, pur nel veloce evolversi delle "realtà" circostanti, degli ambienti sociali e dei costumi.
Felice di poter racchiudere in momenti di grazia, nei miei componimenti - nelle sequenze armoniose delle parole e dei ritmi, la viva suggestione delle immagini - il lievitare dell'anima e dei sensi, il fugace trascorre del tempo, apesaggi e richiami della memoria. (MARTINO Vitali)

                                                 

SAGRA DI NEVE
Sagra di neve: scende silenziosa,
imbianca il ramo, il tetto della casa,
fascia un'immota statua "matusa",
stende una trina morbida, sospesa,
dove una pietra in suo candor s'affisa.

Ma quando sull'asfalto - ecco - si posa,
lungi dal ramo e oltre la cimasa,
muore l'incanto, il sogno della Musa.
Trita, calpesta, madida, indifesa,
s'ammucchia ai bordi di fanghiglia intrisa.

Così nel mondo: ogni pur bella cosa
che lascia il Cielo e sulla terra accasa
rischia nel fango di venir confusa
quando non resti a sua purezza appesa,
come ai rametti ignudi d'una rosa
la nivale fiorita luminosa.

Martino Vitali

Dalle riflessioni di Martino Vitali.

Io non rifiuto il presente, ci sono dentro, ci vivo ogni giorno, consapevole dei suoi nuovi aspetti, delle sue maggiori dovizie e comodità, delle accresciute invenzioni, delle più estese premure ed assistenze sociali. Quando però sento il desiderio di un rifugio spirituale, di qualche parentesi distensiva oltre il clamore, il frastuono e l'assillo del vivere quotidiano, io lo trovo nella Poesia e in prevalenza nel monoscopio dei miei ricordi, nel mio riguardare a ritroso il cammino lasciato alle spalle nella fuga degli anni levrieri, cercando di essere me stesso, uomo libero di confine, tra il tempo che muore e il tempo che nasce:

Nella mia vita ho camminato,
al canto sommesso delle Muse.
Ho riso, ho pianto,
amando la natura, il sole, il vento;
spiegando le mie vele al sentimento
verso nuvole d'alba e di tramonto !

...fa che il mondo
non veda il mio partire nella sera
sul carro silenzioso delle stelle
col mio chiuso diario di poesia.

(da AUTORITRATTO) - 1° premio assoluto al concorso "Penna d'oro" di Gromo nel 1984.

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