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CONCORSO:COMPONIMENTO SEGNALATO

Componimento segnalato dalla giuria:

Il Dr. CESARE Persiani, di Sorisole (Bg), ha presentato un componimento a ricordo di don Angelo Ubiali;
Mi onoro di aver incontrato e frequentato nella mia prima adolescenza, don Angelo Ubiali quando era Direttore dell'Istituto "Sacra Famiglia", a Martinengo. mio paese natale.
"... nel villaggio di Lombardia
la campagna - giardino d'incanto -
si agglutivana del giallo profondo
del verzacco e del ravizzone " . . .

Era per noi ragazzi il Poeta di riferimento; andavamo in bicicletta a visitarlo nel suo convento; lui ci accoglieva col suo salutar bergamasco-romanesco sotto il porticato, nel giardino, qualche volta nella sua cella; ascoltava paziente e sorridente i nostri dubbi, i nostri sogni, e soprattutto i nostri goffi tentativi di comporre dei versi . . .

L'Angelo Grande e Triste
Alto ci appariva, e massiccio
come un torrione medioevale;
ma ciangottava in lui il bimbo di Cebete;
largo il sorridere puro dentro gli occhiali,
aveva nel parlare rotondo
il fresco d'una sorgente viva.
     Non scrivete versi, ragazzi, mai !
     Non fate come, inutile Poeta . . .
diceva a noi ragazzi in bicicletta
con i calzoni corti e il cuore gonfio di sogni.
     Non scrivete versi mai, sarebbe male ! E' presto
     ancora per voi;
     correte verso il sole,
     voi che potete ancora credere ad una luce nuova,
     nuova ogni giorno !
E passava nei suoi occhi limpidi
l'ombra di un vivere altro
in una lontananza dolente.
     E' presto ancora per voi: prima dovrete incontrare sul cammino l'illusione
     e, compagna del dolore, sorella delusione,
    (e sia tardi, vorrei !)
Cantate;
nella giovinezza vostra
fiduciosa ancora.
Sia libero il vostro cuore !
Dunque pensavo, il verso che è per noi ragazzi
sorriso, sogno e sorriso,
è per il vero Poeta più sovente un grido;
è il lamentodelle sue braccia levate e tese
a un Dio lontano; sta forse sotto i suoi pugni
serrati alla tempia nella solitudine della cella.
Ma,
     Canteranno gli uccelli o Dio - nell'alba dei giorni sereni
     e accanto al sorriso dei bimbi - svanirà dalle ossa il torpore
     e il crudo abbaiar delle notti . . .
C'era un piccolo fosso al margine del convento
un'alba silenziosa e chiara
che scivolava tra l'erbe lucenti.
Noi andavamo via, allora pensosi,
chinati sul manubrio in un tacere rattristato
e da una speranza resa più incerta,
ma al finire del viottolo
giravamo il capo:
lui era là, fermo ancora, alto e fermo accanto
alla sua piccola chiesa;
ci agitava la mano;
e ancora, aveva quel sorriso buono e triste
di un Angelo che soffre e non sa perchè.

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